L’asfalto sale tornante dopo tornante, disegnando curve morbide tra colline vestite di boschi e vigneti. Lasciata alle spalle l’uscita autostradale di Pesaro, il mare Adriatico si allontana nello specchietto retrovisore mentre la moto risponde pronta ad ogni inclinazione. È l’entroterra marchigiano-romagnolo che si svela, con i suoi borghi medievali arroccati come sentinelle del tempo, dove la storia si respira tra le pietre antiche e le leggende sussurrano ancora tra le mura dei castelli.
Il Video del nostro tour in moto.
Guarda il video per vivere in prima persona le emozioni di questo itinerario, tra curve panoramiche e borghi sospesi nel tempo.
L’Itinerario: Dove la strada incontra l’anima
Il viaggio inizia lasciando la costa pesarese. La strada si snoda veloce ma non troppo, il tipo di strada che piace a chi ama guidare con consapevolezza. Il motore canta nelle salite, l’asfalto è buono, le curve si susseguono con ritmo costante. Si sale verso l’interno, lasciando la pianura per abbracciare le colline.
Dopo Montecchio, la strada diventa più intima. La provinciale fogliense disegna tornanti che regalano scorci sempre nuovi sulla valle del Foglia. Il paesaggio cambia impercettibilmente chilometro dopo chilometro: i campi ordinati lasciano spazio a boschi più fitti, la vegetazione si fa più generosa. È qui che la guida diventa meditazione, dove ogni piega è un invito a guardare oltre.
Tavoleto appare all’improvviso, arroccato sulla sua collina come un presepe di pietra. La strada che ci arriva è un susseguirsi di curve dolci, con qualche tornante più stretto che mette alla prova la precisione della traiettoria. Il panorama si apre mozzafiato: da qui si domina l’intera valle, lo sguardo corre libero tra colline ondulate e boschi secolari.
Ripartire verso Montefiore Conca significa attraversare un confine invisibile tra Marche ed Emilia-Romagna. La strada scende leggermente per poi risalire, disegnando un profilo ondulato che asseconda l’andatura della moto. L’asfalto è scorrevole, le curve ben raccordate. È il tipo di strada motociclistica che ti fa sentire vivo, dove la concentrazione si mescola al piacere puro di guidare.
Montefiore Conca si staglia all’orizzonte con la sua rocca inconfondibile. Le linee geometriche del castello malatestiano sono visibili anche da lontano, un faro medievale che guida il viaggiatore. Gli ultimi chilometri sono un susseguirsi di panorami che spaziano dall’Adriatico all’Appennino. In giornate limpide, lo sguardo arriva fino a San Marino.
Questo è un viaggio dove la strada incontra l’anima, dove ogni chilometro percorso è un tassello di scoperta, ogni borgo una pagina di storia da leggere con gli occhi e con il cuore.
Tavoleto

Storia di Tavoleto
Tavoleto affonda le sue radici in un passato lontano. I primi insediamenti risalgono al periodo bizantino, tra il VII e l’VIII secolo, quando queste colline erano disseminate di piccoli agglomerati che gravitavano tra Rimini a valle e Urbino a monte. Il nome deriva dal latino “Tabuletum”, luogo ricco di tavole di legno: qui i tronchi dei boschi circostanti venivano trasformati in tavole che poi viaggiavano lungo il Tevere fino a Roma. Si narra persino che con il legname di Tavoleto sia stata costruita l’impalcatura che permise a Michelangelo di dipingere la Cappella Sistina.
Il castello fu costruito agli inizi del Trecento per volontà della famiglia Malatesta, diventando subito uno dei baluardi strategici del territorio. Ma la posizione di confine rese Tavoleto oggetto di continue contese tra i Malatesta e i Montefeltro. Tra il 1439 e il 1458, il borgo fu perso e riconquistato per ben cinque volte, teatro di una guerra logorante che segnò profondamente il territorio.
Nel 1458, Federico da Montefeltro conquistò definitivamente Tavoleto. Il Duca di Urbino fece abbattere il castello malatestiano e incaricò Francesco di Giorgio Martini, uno dei più grandi architetti del Rinascimento, di costruire una potente rocca, terminata sicuramente prima del 1474. Nel nuovo castello fu organizzato un presidio di ottanta uomini agli ordini di un Capitano, con giurisdizione podestarile sui castelli circostanti.
Nel 1631, Tavoleto tornò sotto il controllo diretto del Papato insieme a tutto il Ducato di Urbino, mantenendo la preminenza sui castelli vicini come sede di vicariato. Per oltre centocinquant’anni, la vita del borgo trascorse senza grandi scossoni all’interno delle vicende dello Stato Pontificio.
La tranquillità si infranse il 31 marzo 1797, quando il generale Sahuguet, al comando delle truppe franco-cisalpine, marciò su Tavoleto. La popolazione si ribellò all’invasore straniero sotto la guida dell’arciprete don Pietro Galuzzi. I francesi entrarono nel borgo, lo saccheggiarono e lo incendiarono. Nonostante la maggior parte degli abitanti fosse fuggita rifugiandosi nelle campagne, lo scontro fece ventidue morti, tutti uomini anziani e alcuni giovani. Tra le vittime ci fu anche l’anziano parroco don Gregorio Giannini, che infermo a letto fu ucciso insieme al chierico Bernardino Santi di diciotto anni.
La rocca martiniana rimase pericolante per decenni, fino al 1865, quando si decise di abbatterla utilizzando il materiale per la costruzione di strade comunali e per riparare le mura castellane. Nel 1885, l’avvocato Ferdinando Petrangolini ricevette da Papa Leone XIII il titolo di Conte, con assoggettati i territori del vicariato di Tavoleto. Nel 1924, suo figlio Vincenzo Maria diede inizio ai lavori per la costruzione degli ultimi due piani dell’edificio principale e della torre, realizzati sulla base di un edificio preesistente.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Tavoleto si trovò sulla Linea Gotica, il sistema difensivo tedesco che attraversava l’Italia centrale. Nel settembre 1944, militari tedeschi e fascisti iniziarono le opere di difesa per rinforzare le posizioni. Il primo settembre, le truppe alleate tentarono di liberare Tavoleto, ma le difese tedesche ressero e gli anglo-americani dovettero ritirarsi sotto il tiro dei mortai.
La notte tra il 3 e il 4 settembre 1944, i Gurkha, soldati nepalesi inquadrati nell’esercito inglese della 4th Indian Division, assaltarono all’arma bianca Tavoleto liberandolo dopo aspri combattimenti che durarono l’intera notte con molte perdite da entrambe le parti. Durante il passaggio del fronte, l’intero paese subì gravi danni e anche il Castello Petrangolini non sfuggì alla distruzione. Oggi, il nome “Tavoleto” fregia il battaglione Gurkhas 2/7 come “onore di battaglia” concesso unicamente a questo reparto nel corso della Seconda Guerra Mondiale, un riconoscimento che lega indissolubilmente il piccolo borgo marchigiano alla storia militare britannica.
Tradizioni e Leggende
Secondo la tradizione popolare, le tavole di legno prodotte a Tavoleto avrebbero avuto un destino eccezionale: si narra infatti che con questo legname sia stata costruita l’impalcatura che permise a Michelangelo Buonarroti di affrescare la volta della Cappella Sistina in Vaticano. Una leggenda che testimonia la qualità del legno prodotto in questi boschi e l’orgoglio di una comunità legata alla lavorazione del legname.
Identità culturali e curiosità
Ogni terzo weekend di settembre, Tavoleto celebra la sua identità più autentica con la Sagra della Polenta alla Carbonara, manifestazione organizzata dalla Pro Loco Tavoletana con stand gastronomici, musica dal vivo, mercatini e animazione per i bambini. All’evento è abbinato il goliardico “Palio della Gallina”, giunto alla sua quinta edizione, che richiama visitatori da tutta la regione.
La Pro Loco Tavoletana, fondata nel 1957, promuove attivamente le tradizioni popolari, tutela il patrimonio del territorio e organizza attività turistiche locali durante tutto l’anno.
Il borgo conserva la Chiesa di San Lorenzo, dove si possono ammirare dipinti su tela di pregio, tra cui “S. Lorenzo Martire e Angeli”, “Vergine con Bambino e S. Antonio da Padova” e “Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina”.
Montefiore Conca

Storia di Montefiore Conca
Montefiore Conca rappresenta uno dei borghi medievali meglio conservati di tutta la Valconca. Le prime notizie documentate risalgono al 1136, ma è nel XIV secolo che il borgo conosce il suo massimo splendore sotto il dominio della famiglia Malatesta.
La Rocca Malatestiana, costruita nel Trecento, è il simbolo più potente del potere malatestiano in tutta la valle del Conca, forse il più inconsueto per le sue linee geometriche incomparabili. Situata su un alto promontorio, in giornate limpide permette di vedere l’intera costa da Ravenna a Fano, con le terrazze più alte che regalano panorami sulle colline appenniniche e su San Marino, che sembra quasi a portata di mano.
Nel corso dei secoli, Montefiore Conca è passato attraverso diverse signorie: dai Malatesta a Cesare Borgia, dalla Serenissima Repubblica di Venezia allo Stato Pontificio. Ogni dominazione ha lasciato tracce nell’architettura e nella cultura del borgo, creando quel tessuto storico stratificato che oggi rende Montefiore così affascinante.
All’interno delle mura medievali, la Chiesa di San Paolo conserva un prezioso patrimonio artistico: il portale esterno risale al XIV secolo, mentre all’interno si ammirano un fine crocifisso ligneo della Scuola Riminese del Trecento, un affresco della Vergine con Bambino di Bernardino Dolci (XV secolo) e la splendida pala d’altare della Madonna della Misericordia di Luzio Dolci (XVI secolo).
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso del castello fu fortemente danneggiato nei combattimenti che interessarono la Linea Gotica nel settore adriatico. I restauri successivi permisero di recuperare gran parte della struttura, ma fu solo nel 2000 che venne avviata una grande opera di restauro conservativo che ha riportato la rocca al suo antico splendore. Oggi la Rocca di Montefiore Conca è visitabile e ospita eventi culturali, conferenze e manifestazioni. Le sale sono dotate di audio guide che spiegano nei dettagli la storia e l’evoluzione della rocca nei secoli
Tradizioni e Leggende
Secondo la tradizione popolare, la notte del 15 ottobre 1378 fu teatro di una tragedia d’amore che ancora oggi aleggia tra le mura del castello. Costanza Malatesta, unica figlia femmina di Malatesta IV detto l’Ungaro, si innamorò di Ormanno, un duca tedesco al servizio della famiglia Malatesta. La loro storia d’amore, destinata a rimanere segreta, fu scoperta e i due amanti vennero assassinati nella notte.
Costanza, fanciulla dal carattere ribelle e amante del lusso e del piacere, era rimasta vedova a soli vent’anni quando conobbe Ormanno, un cavaliere proveniente da un lontano ducato in Alta Alemagna. La leggenda vuole che le anime dei due amanti vaghino ancora tra le mura della rocca, in un eterno abbraccio interrotto dalla violenza. Per questo motivo, la Rocca di Montefiore è conosciuta anche come “La Rocca degli Eterni Amanti”.
Ogni anno, la Processione del Venerdì Santo rivive una tradizione secolare che affonda le radici nella storia del borgo. Oltre cento partecipanti in costume rievocano la discesa di Gesù dal Golgota e la deposizione del suo corpo nel Santo Sepolcro. La processione, illuminata dalle fiaccole, vede la partecipazione di tutte le figure della Passione: Cristo, gli Apostoli, il Cireneo, Pilato e i soldati romani, gli angeli e le pie donne che seguirono Cristo fino al Calvario. La banda cittadina e le confraternite religiose in abito completano questo rito antico che continua a tramandarsi di generazione in generazione, con i ruoli che vengono passati all’interno delle famiglie.
Identità culturali e curiosità
Montefiore Conca vanta un ricco calendario di eventi che celebrano le tradizioni locali. Ogni domenica del mese di ottobre si svolge la Sagra della Castagna, dedicata al frutto autunnale che cresce in grande quantità nei boschi circostanti. Alcuni castagneti sono secolari e, particolarità unica, molti crescono bassi nella valle accanto agli uliveti, rendendo Montefiore oggetto di numerosi studi sulla vegetazione italiana.
A luglio, il borgo vive tre giorni di magia con “Rocca di Luna”, una manifestazione che culmina nelle notti di plenilunio con intrattenimenti, mostre, mercati e degustazioni in onore della Luna, ispiratrice di follia e romanticismo. La serata clou prevede uno spettacolo piromusicale che illumina la rocca creando un’atmosfera senza tempo.
Il borgo è orgoglioso del suo olio extravergine d’oliva: gli uliveti si trovano in una posizione ideale e l’olio prodotto è eccellente. Due frantoi producono una buona quantità di olio utilizzando prevalentemente olive coltivate localmente. Anche la produzione di formaggi segue metodi biologici scrupolosi, nel rispetto della tradizione e del territorio.
Tra i luoghi di culto del territorio, merita una visita il Santuario della Madonna di Bonora, situato appena fuori dal centro. Uno dei luoghi di worship più importanti e conosciuti del riminese, conserva un’immagine della Vergine col Bambino risalente al Quattrocento, da secoli oggetto di venerazione.
Mappa del Tour
Informazioni pratiche per il Motociclista:
| Regione | Marche – Emilia-Romagna |
| Borghi Visitati | Tavoleto (PU) Montefiore Conca (RM) |
| Difficoltà Strada | Media – Curve morbide con alcuni tornanti di media complessità |
| Tipo di Strada | Strade provinciali e comunali asfaltate |
| Km Totali | 24 km circa, (solo andata) |
| Parcheggio Moto | Disponibile in entrambi i borghi presso piazze e aree dedicate |
| Tempo necessario | 1 giornata (con soste per visite e pranzo) |
| Periodo Consigliato | Da maggio a settembre |
Informazioni utili e punti di interesse
Pro Loco e Uffici Turistici:
Pro Loco Tavoletana – Piazzale San Vincenzo, 2, Tavoleto – Tel: 371/3861257 – Email: proloco.tavoletana@gmail.com
Pro Loco Pesaro e Urbino: prolocopesarourbino.it
Ufficio Turistico Montefiore Conca – Welcome Room: https://comune.montefiore-conca.rn.it
Musei e Visite Guidate:
Rocca Malatestiana di Montefiore Conca – Visitabile con audio guida nelle sale
Piccolo Museo della Linea Gotica – Tavoleto (inaugurato nel 2025)
Chiesa di San Lorenzo – Tavoleto: opere d’arte sacra
Chiesa di San Paolo – Montefiore Conca: affreschi e opere del XIV-XVI secolo
Punti Panoramici:
Vista dalla Rocca di Montefiore Conca: panorama a 360° dalla costa all’Appennino
Tavoleto: belvedere sulla valle del Foglia
Parco di Montefiore Conca: area verde attrezzata vicino alla Porta Nova
Trekking e Natura:
Sentieri CAI Montefiore Conca: percorsi segnalati nella valle del Ventena e verso Gemmano
Cammino Linea Gotica – Tappa 26 Tavoleto-Montecchio
Percorsi mountain bike nella Valconca
Parchi Naturali:
Parco del Monte San Bartolo (vicino a Pesaro)
Area boschiva di Montefiore Conca con castagneti secolari.
Dove Mangiare.
Castello di Tavoleto.
Location suggestiva per cerimonie ed eventi, ospitata nell’antico castello Petrangolini. Cucina che valorizza i prodotti del territorio in un contesto storico unico.
Piazza Umberto I, 1/3 – Tavoleto (PU) Tel. 338/1965577
Sito: www.castelloditavoleto.it
Ristorante La Buona Fattoria – Tavoleto.
Cooperativa che offre prodotti del territorio e menù stagionali. Ambiente rustico e accogliente, cucina tipica marchigiana con ingredienti a km 0.
Via Casinella, 7 – Tavoleto (PU) Tel: 0722/629027
Sito: www.labuonafattoria.com
Il Ritrovo – Montefiore Conca.
Trattoria in campagna con splendida vista sul tramonto. Piatti abbondanti della tradizione romagnola, servizio gentile e prezzi accessibili.
Via Tavoleto, 2138 – Montefiore Conca (RN) Tel: 331 108 6777
Info e Commenti: Il Ritrovo – Montefiore Conca
Dove Dormire.
Agriturismo Il Sentiero – Montefiore Conca.
Immerso nel verde delle colline romagnole, offre sistemazioni confortevoli con vista panoramica. Cucina biologica con prodotti propri. Ideale per chi cerca tranquillità e contatto con la natura.
Via Gemmano, 1050 – Montefiore Conca (RN)
Info e Commenti: Agriturismo il Sentiero
Il Poggetto Hotel – Tavoleto.
Elegante albergo diffuso nel cuore del Montefeltro, Il Poggetto è la meta ideale per chi cerca un mix di design moderno e relax assoluto. Situato in posizione strategica tra Urbino e la Riviera, offre camere con vista mozzafiato sulle colline marchigiane e una colazione ricca di sapori del territorio.
Info e Commenti: Il Progetto Hotel
Cosa ci rimarrà di questo viaggio?
Rimarrà il ronzio del motore che si spegne lentamente, mescolato al canto degli uccelli tra gli ulivi. Rimarrà la sensazione delle curve perfette, quelle che ti fanno sentire uno con la moto e con la strada. Rimarrà l’immagine di Tavoleto che appare all’improvviso, come un miracolo di pietra sulla collina, e la rocca di Montefiore che si staglia contro il cielo, custode silenziosa di secoli di storia.
Rimarrà il sapore della polenta alla carbonara, delle castagne autunnali, dell’olio nuovo che profuma di fruttato. Rimarranno le storie dei Gurkha che scalarono le mura nella notte, di Costanza e Ormanno amanti sfortunati, dei Malatesta e dei Montefeltro che si contendevano queste terre.
Rimarrà la consapevolezza che esistono ancora luoghi dove il tempo scorre diversamente, dove le pietre parlano e le tradizioni resistono. Rimarrà la voglia di tornare, di percorrere ancora quelle strade, di scoprire cosa si nasconde dietro l’ennesima curva. Perché viaggiare in moto tra questi borghi non è solo spostarsi da un luogo all’altro: è entrare in un’altra dimensione, dove la strada diventa filo conduttore di un racconto fatto di paesaggi, storia ed emozioni.
Dove la strada incontra l’anima, lì trovi l’Italia vera. Quella che non ti aspetti. Quella che ti resta dentro.
Questo tour fa parte della nostra prima stagione; se ti sei perso le altre tappe precedente, trovi qui la raccolta di tutti gli itinerari della prima Stagione.
- Punto di Partenza: Uscita Autostradale di Pesaro (A14)
- Punto di Arrivo: Montefiore Conca
- Lunghezza itinerario: 34 km circa (solo andata)
- Tempo medio di percorrenza:1 ora e 30 minuti (Escluse soste)
- Tipo di percorso:Strade provinciali e comunali asfaltate, curve morbide con tornanti di media complessità
- Regione: Marche ed Emilia-Romagna
FAQ:
Quale è il periodo migliore per percorrere questo itinerario in moto?
Il periodo ideale va da maggio a settembre, quando le strade sono asciutte e il clima è favorevole. La primavera offre paesaggi fioriti e temperature miti, mentre l’estate garantisce giornate lunghe e panorami luminosi. Autunno inoltrato e inverno possono presentare nebbia e pioggia.
Le strade del percorso sono adatte a tutti i motociclisti?
Sì, le strade sono generalmente adatte a tutti i livelli di esperienza. Le curve sono morbide e ben raccordate, con alcuni tornanti di media complessità che richiedono attenzione ma non presentano difficoltà estreme. L’asfalto è in buone condizioni. Si consiglia comunque prudenza nei tratti più panoramici dove possono esserci ghiaia o foglie.
E’ possibile visitare i borghi in una giornata?
Assolutamente sì. L’itinerario è perfetto per una gita di un giorno partendo dalla costa. Si consiglia di dedicare almeno 2-3 ore a ciascun borgo per visitare con calma i centri storici, i castelli e gustare un pranzo tipico. Partendo al mattino da Pesaro, si rientra comodamente in serata.
Ci sono parcheggi per moto nei centri storici?
Sì, entrambi i borghi dispongono di aree parcheggio accessibili per le moto. A Tavoleto ci sono spazi presso Piazzale San Vincenzo e nelle vicinanze del castello. A Montefiore Conca sono disponibili parcheggi presso le mura e vicino alla rocca. Si consiglia di rispettare la segnaletica e le indicazioni dei residenti.





































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